Cento anni di petrolio in Italia attraverso i manifesti. Parte prima

   Cento anni di petrolio in Italia attraverso i manifesti. Parte prima     Foto copertinaIl volume, pubblicato a cura dell’Agip Petroli in occasione del 70° anniversario della fondazione dell’Agip, è stato suddiviso, per ragioni pratiche, in due file che coprono rispettivamente il periodo compreso tra il 1890 e il 1959, e quello tra il 1960 e il 1990. Se dovessimo scegliere il modo più immediato per comunicare alle nuove generazioni il significato di questi ultimi cento anni, potremmo scegliere tranquillamente il manifesto, e quindi le pagine di questo volume. Ecco, come in un film al rallentatore, le sequenze più incisive della nostra «cronaca civile»: la prima rivoluzione industriale italiana, sostenuta dal cosiddetto carbone bianco, è interpretata attraverso la febbrile espansione dell’industria automobilistica e l’affermarsi dello stile «Liberty» che ha dominato agli inizi del secolo e che si sposa benissimo con le immagini della Isotta Fraschini, della Bugatti e dei tanti modelli che ancora risentivano della linea di carrozze e !andò. La «belle epoque», con i suoi cavalli trainanti carrozze ormai superate e con i ben più veloci cavalli a motore, lascia il posto ai grandi transatlantici e all’industria aeronautica, affermatisi grazie alla disponibilità di petrolio: corrispondentemente il linguaggio dei manifesti si fa più secco e incisivo. L’Italia, senza risorse minerarie adeguate, si trova in difficoltà e solo agli inizi degli anni ’20 il governo intraprende un’azione efficace in questo settore, che sfocia in una politica petrolifera nazionale e nella nascita dell’AGIP. Contemporaneamente si affermano le grandi compagnie petrolifere internazionali, che si presentano con aggressivi «cartelloni moderni», di fronte ad una «comunicazione» italiana che riflette «l’illusione autarchica». 

 

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