Uranio amore mio. Di D. Ravagnani

      Daniele Ravagnani, classe 1949, geologo, dipendente ENI (Agip  AMI, Agip Nucleare, Simur) dal 1974 al 1985 dove ha sempre lavorato nell’esplorazione geomineraria uranifera, ambito nel quale ha ideato e diretto la prospezione radiometrica aerea dell’arco alpino, prima e unica esperienza del genere in Europa, tra il 1976 e il 1977. Responsabile dell’Ufficio Geologico della Miniera di Novazza, è autore del documentario “Il progetto Valvenova” (Centro Stampa ENI, 1982) che illustra la ricerca e il processo di estrazione dell’uranio. Il suo libro ricostruisce la storia dell’attività Agip nel settore uranifero in un periodo in cui in tutto il mondo le centrali ad uranio erano considerate il futuro nella produzione di energia elettrica, periodo che oggi molti preferirebbero dimenticare ma che fa parte della storia dell’Agip e poi dell’Eni.

Uranio amore mio. Di D. Ravagnani

La dismissione dei siti nucleari       Sempre in relazione all’utilizzo dell’uranio in Italia, è interessante leggere questo articolo che pone il problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi a 30 anni dalla chiusura delle centrali a fissione italiane

2 Responses di approvazione.

  1. Angelo Zuffetti ha detto:

    Gentile Ravagnani buon pomeriggio,
    ho letto con curiosità ed interesse il suo scritto, ho letto l’elenco del personale e mi sono ricordato di una piccola esperienza lavorativa con Simur negli anni 70 e i nomi dei suoi colleghi con i quali ho lavorato: Turchi, Cordero, Caroli, Contarini. Sono stato assunto in Agip nel 1970 al Servizio Tecnico della AGIP-DIMI nella sezione Progettazione Impianti Elettici. Ho seguito la progettazione e la realizzazione degli impianti elettrici nella miniera di Novazza con la realizzazione di una sottostazione mobile a media tensione e trasportata all’interno della miniera su rotaia. Poi su istruzione di Caroli e Cordero avevo iniziato i contatti con l’ENEL di Bergamo per la realizzazione di una sottostazione ad alta tensione per l’alimentazione dell’impianto di frantumazione e trattamento che era in progettazione se ricordo bene alla Pechinè in Francia da realizzarsi nell’area di Novazza. Ricordo le camminate a piedi per raggiungere la miniera dal paese di Novazza prima che fosse realizzata la strada di collegamento alla miniera.

    Lei poi ha menzionato la Val Vedello, anche di questo ho un ricordo perchè fui chiamato sempre da Caroli e Cordero per un suvey sul posto con l’biettivo di trovare un sito per la realizzazione di una sottostazione elettrica a media tensione ed iniziare i contatti con la Falck che in quell’area possedeva e gestiva delle centrali elettro idrauliche e le relative dighe per lo stoccaggio dell’acqua.

    Il tutto poi finì senza nulla di fatto perchè i lavori furono sospesi, le cui motivazioni lei sicuramente conosce meglio del sottoscritto. Comunque a quel tempo fu per me una nuova e piacevole esperienze sia in termini tecnici che di conoscenza dei siti, anche se poi le opere non furono realizzate come da programma. Cordialmente Angelo Zuffetti.

  2. Giovanni Franco Crosta ha detto:

    Gentilissimo Dr. Daniele Ravagnani:
    congratulazioni per la pagina dedicata alla Sua autobiografia e ad un pezzo di storia di questo Paese. Forse ricorder\`a la mia partecipazione alle escursioni mineralogiche organizzate negli anni 1960 dal Dr. Vincenzo De Michele e spesso guidate dall’Ing. Giuseppe Scaini, in particolare le escursioni a Palastro ed al Bric Colm\’e. Anch’io, conclusa una parte dei miei studi, negli anni 1974-1979, mi occupai di “radiazioni” X e $\gamma$, di radiologia medica. Poi vicende per riassumere le quali non \`e questa la sede, mi portarono a fare il Ricercatore universitario. Nella mia biblioteca ho la Sua pubblicazione edita da GML su “I giacimenti uraniferi italiani e i loro minerali”. La mia raccolta di minerali attende da anni di essere trasformata in “collezione” propriamente detta: spero mi sia concesso il tempo per farlo. Qualora si presentasse l’occasione di vederci, Le porterei la Sua pubblicazione per l’autografo. Spero infine ci sia un’ulteriore opportunit\`a per trattare materie di comune interesse. Grazie. g
    Giovanni Franco Crosta. Milano, 2020-1107.

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